Ettore Scola: un'immersione tra vita e arte a Palazzo Braschi

A dieci anni dalla scomparsa del celebre Ettore Scola, Roma celebra il grande regista italiano con una mostra imperdibile a Palazzo Braschi. L'esposizione, intitolata "Non ci siamo mai lasciati", offre un viaggio coinvolgente nella vita e nell'opera di un artista che ha saputo raccontare l'Italia con sguardo acuto e sensibilità unica. Attraverso un ricco archivio di materiali inediti, dai manoscritti alle fotografie, dai bozzetti di scena ai cimeli personali, la mostra dipinge un ritratto sfaccettato di Scola, evidenziandone il talento come sceneggiatore, disegnatore e osservatore attento della società. Un'occasione preziosa per il pubblico di ogni età per riscoprire l'eredità di un maestro che ha lasciato un segno indelebile nella storia del cinema.

Ettore Scola, nato nel 1931, ha mosso i primi passi nel mondo dell'arte a Roma, nel quartiere Esquilino, sviluppando fin da giovane uno sguardo critico sulle complessità della realtà. La sua carriera è iniziata nell'ambiente del "Marc'Aurelio", dove ha avuto la fortuna di incontrare figure del calibro di Federico Fellini e Steno. Questa fase iniziale ha segnato l'inizio di un percorso straordinario come sceneggiatore, portandolo a collaborare con i protagonisti della commedia all'italiana e a contribuire a film iconici come "Il sorpasso" e "I mostri". Dal 1964, Scola ha intrapreso la carriera di regista, distinguendosi per uno stile personale, intriso di ironia e impegno civile, capace di intrecciare le vicende quotidiane con la grande Storia del Paese.

La mostra è strutturata in tre sezioni tematiche che guidano i visitatori attraverso le diverse sfaccettature della sua figura. La prima sezione, dedicata all'uomo, esplora le sue origini a Trevico, in provincia di Avellino, e il suo legame indissolubile con Roma. Viene analizzata la sua formazione e la capacità di cogliere le contraddizioni del suo tempo. La seconda sezione si concentra sull'artista, suddividendosi in 'Lo sceneggiatore', 'Il disegnatore' e 'Il regista', illustrando la sua evoluzione dalla satira giovanile alla maturità cinematografica. Opere come "C'eravamo tanto amati", "Brutti, sporchi e cattivi" e "Una giornata particolare" testimoniano la sua maestria nel narrare l'Italia con umanità e profondità.

Infine, una sezione è interamente dedicata al rapporto speciale tra Scola e la Capitale. Romano d'adozione, il regista ha osservato e narrato Roma con un affetto e una lucidità impareggiabili. Nei suoi film, la città diventa un vero e proprio personaggio, scenario di storie individuali e collettive, specchio delle trasformazioni dell'Italia dal dopoguerra ai giorni nostri. Dalle periferie alle terrazze borghesi, i luoghi iconici di Roma si trasformano in palcoscenici di incontri, conflitti e memorie, consolidando un legame profondo e reciproco che la città ha voluto onorare anche con un omaggio nel cuore di Villa Borghese nel 2016.

Questa iniziativa culturale, promossa da Roma Capitale e curata da Silvia Scola e Alessandro Nicosia, non è solo un tributo a un gigante del cinema, ma anche un invito a riflettere sulla sua capacità di cogliere l'essenza dell'essere umano attraverso le sue opere. La mostra si propone di raggiungere un pubblico vasto e diversificato, includendo anche le nuove generazioni, offrendo un percorso arricchito da approfondimenti, attività formative e un linguaggio accessibile. Attraverso testimonianze inedite e materiali iconografici, il catalogo della mostra, edito da Silvana Editoriale, completa il quadro dell'eredità artistica di Scola, sottolineando la sua straordinaria abilità nel raccontare il nostro Paese con sensibilità e intelligenza.