Eugenio Viola al timone del MADRE: Napoli si apre al mondo contemporaneo
Un orizzonte globale per l'arte partenopea
La visione di Napoli come crocevia culturale
La nomina di Eugenio Viola come nuovo direttore del Museo MADRE si fonda sull'idea che Napoli sia molto più di una semplice città; è un vero e proprio prisma attraverso cui osservare e interpretare le complesse sfaccettature del mondo contemporaneo. Dalla sua prospettiva, il capoluogo campano diventa un epicentro per esplorare il Mediterraneo, i cosiddetti Sud globali e le profonde trasformazioni sociali e culturali del nostro tempo.
Un percorso internazionale di successo
Il rientro di Viola al MADRE è il coronamento di una brillante carriera che lo ha visto operare su scala internazionale. Dopo aver maturato significative esperienze in Australia, Colombia, America Latina e aver curato il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, torna all'istituzione dove aveva iniziato il suo percorso. La sua filosofia è quella di un'istituzione culturale dinamica e accogliente, capace di mantenere un forte legame con il proprio contesto territoriale, pur dialogando apertamente con il mondo.
Il Museo MADRE: un ritorno alle radici
Eugenio Viola, a 51 anni, torna al museo che ha plasmato la sua comprensione del ruolo museale. Già direttore artistico del MAMBO (Museo de Arte Moderno de Bogotá) tra il 2019 e il 2026 e curatore del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia nel 2022, Viola ha iniziato la sua carriera istituzionale proprio al MADRE, tra il 2009 e il 2016. Le sue prime dichiarazioni riflettono questa profonda connessione, evidenziando il MADRE non solo come spazio espositivo, ma come entità viva di pensiero e trasformazione.
MADRE: un centro multiculturale nel Mediterraneo
Questa nuova fase per il museo napoletano, sotto la guida di Viola, si concretizza in una visione che lo proietta come istituzione internazionale e plurale. L'obiettivo è creare una rete di connessioni che parta da Napoli e dal Mediterraneo, si estenda all'Africa e all'America Latina, e si integri con le più importanti reti globali dell'arte contemporanea. La scelta di Viola è avvenuta dopo un'accurata selezione pubblica indetta dalla Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, che ha premiato una proposta incentrata sulla comunicazione, la sostenibilità e il rafforzamento del ruolo internazionale del museo.
Chi è Eugenio Viola: il profilo di un curatore d'eccellenza
Nel panorama dell'arte contemporanea, Eugenio Viola è una figura di spicco. Ha guidato il MAMBO di Bogotá, una delle principali istituzioni culturali latinoamericane, contribuendo al suo riposizionamento internazionale e curando oltre cinquanta mostre. Nel 2025 è stato incluso nella prestigiosa Power 100 di ArtReview e il suo lavoro in Colombia ha ricevuto ampi elogi, anche dal New York Times. Prima di Bogotá, ha ricoperto il ruolo di Senior Curator del Perth Institute of Contemporary Arts in Australia, e ha già lasciato un'impronta significativa al MADRE tra il 2009 e il 2016, contribuendo a una fase di grande apertura internazionale.
Dalla Biennale di Venezia all'America Latina: un percorso di successi
La sua carriera vanta la curatela di oltre cento mostre in Europa, America Latina, Asia e Australia, collaborando con musei, fondazioni e biennali di fama mondiale. Nel 2015 è stato curatore del Padiglione Estonia e nel 2022 del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, incarichi di prestigio nel panorama curatoriale italiano. Nel 2025, ha diretto artisticamente la Bienal de Arte Paiz del Guatemala, uno degli appuntamenti più rilevanti dell'arte contemporanea latinoamericana.
Il museo come spazio di interazione e condivisione
Oltre alla sua attività curatoriale, Viola ha sviluppato una profonda riflessione sul ruolo del museo contemporaneo. Autore di saggi e pubblicazioni, promuove una visione dell'istituzione culturale come spazio di relazione e interazione, ben oltre la semplice esposizione. La sua proposta mira a costruire una rete che, partendo da Napoli e dalla Campania, si estenda al Mediterraneo e ai Sud globali, dialogando attivamente con la scena internazionale. In questa visione, il museo non è una 'fortezza culturale', ma una piattaforma di scambio che porta Napoli nel mondo e il mondo a Napoli.
Un nuovo capitolo per il Museo Madre
Le autorità regionali hanno espresso grande apprezzamento per la nomina. Il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha sottolineato il valore dell'esperienza di Viola per il museo, mentre l'assessore alla Cultura, Onofrio Cutaia, ha evidenziato il suo profilo aperto e cosmopolita. La presidente della Fondazione Donnaregina, Angela Tecce, ha salutato il suo ritorno come quello di uno dei curatori italiani più influenti a livello globale. Come affermato da Viola stesso, il suo impegno è rivolto al futuro, a portare le sue esperienze internazionali al servizio dell'evoluzione del MADRE. Questa nomina rappresenta quindi non solo un ritorno, ma una vera e propria nuova partenza, sia per lui che per l'istituzione che ora è chiamato a guidare.
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