Scoprire la Tuscia Viterbese: un Viaggio tra Borghi, Storie e Sapori di Confine
Questa esplorazione della Tuscia viterbese ci conduce attraverso un territorio affascinante, dove la storia, la cultura e le tradizioni si fondono in un'esperienza unica. Dai piccoli borghi che celano racconti inaspettati, ai paesaggi che si dipanano tra Lazio, Umbria e Toscana, l'area rivela un'anima autentica e sorprendente. Qui, ogni incontro, ogni scorcio e ogni sapore contribuiscono a tessere un mosaico di vite e di paesaggi, lontano dai percorsi turistici più battuti, ma ricco di suggestioni e di una bellezza discreta che attende solo di essere scoperta da chi ama viaggiare con curiosità e desiderio di autenticità.
La Tuscia, conosciuta anticamente come Etruria, è un crocevia di regioni che confina con la Toscana meridionale, l'Umbria sud-occidentale e il Lazio settentrionale. Un aneddoto popolare attribuito a Enrico Brignano, originario di Acquapendente, uno dei centri più a nord del Lazio, descrive in modo divertente la peculiare geografia del luogo: la sua casa era così posizionata da permettergli di passare dall'Umbria, alla Toscana e al Lazio semplicemente spostandosi tra le stanze. Sebbene oggi la libertà di movimento sia totale, questa regione conserva ancora un senso di disorientamento geografico, offrendo ai visitatori l'impressione costante di trovarsi in una terra di confine, dove le identità regionali si mescolano.
Passare un fine settimana in questi luoghi significa immergersi in culture diverse a seconda del luogo scelto per mangiare o dormire. Ci si può trovare a dialogare con anziane donne toscane custodi di antichi castelli, il giorno dopo con simpatici osti umbri immersi nel bosco o con pellegrini stranieri che percorrono la Via Francigena nel Lazio. Nonostante non sia una delle mete turistiche più affollate, la Tuscia viterbese offre destinazioni note come Bomarzo, Tarquinia, Caprarola e Civita di Bagnoregio. Ma il suo vero tesoro sono i borghi meno conosciuti, che pur non essendo sulla bocca di tutti, meritano senza dubbio una visita per le storie che custodiscono, a testimonianza di come l'Italia, con la sua ricchezza di patrimonio, resti un luogo di straordinaria attrattiva.
Tra questi gioielli nascosti, Proceno spicca come il comune più settentrionale del Lazio e rappresenta l'essenza del tipico paesino dell'Italia centrale. Qui, tra vicoli adornati da fiori e piante, si scoprono chiesette medievali e la vita del paese si concentra attorno alla piazza principale, dove si sorseggia un caffè in un'atmosfera serena. Nonostante un progetto del PNRR del 2022 mirasse a ringiovanire la popolazione e attrarre nuovi residenti, il borgo è ancora prevalentemente abitato da residenti storici. Tuttavia, Proceno rivela una complessità umana inattesa grazie a individui che arricchiscono il tessuto sociale del paese.
Tra questi, Said Abu Sheikh, un giovane del Bangladesh, è diventato una figura emblematica. Arrivato a Proceno anni fa, ha iniziato a coltivare aglio rosso locale, un presidio Slow Food. Dopo un periodo in Liguria per ripagare i debiti del viaggio, è tornato nel borgo dove si sentiva a casa. Oggi, Said si dedica alla coltivazione dell'aglio, approfittando del terreno vulcanico e del clima secco, e beneficiando delle tecniche agricole tramandate dagli agricoltori del posto. Un altro volto inaspettato è Julius Bevilacqua, un giovane inglese che ha lasciato il suo lavoro a Starbucks a Londra per gestire il Ristoro di Porsenna, il bar e pizzeria centrale di Proceno. Qui, si serve una pizza sottile, quasi una schiacciata, condita con il particolare 'tarlo' dell'aglio. Non solo, ma June Seanpiang Suwanna, parte di una cooperativa comunitaria nata dal bando PNRR, organizza cene thailandesi che riuniscono residenti anziani, turisti e pellegrini della Via Francigena, creando un melting pot culturale unico.
A Proceno, un personaggio di spicco è Cecilia Cecchini, 83 anni, proprietaria del Castello di Proceno e delle terre circostanti. La sua famiglia vanta una discendenza illustre, risalente a Domenico Cecchini, un cardinale-guerriero che ricevette la fortezza in dono da Papa Innocenzo X. Il castello, visitabile su prenotazione, custodisce preziosi oggetti d'arte, tra cui un fortepiano del Settecento, anfore etrusche e persino un vinile autografato da David Gilmour, che qui ha trascorso alcune vacanze. Un elemento distintivo è il ponte levatoio, uno dei pochi ancora funzionanti in Italia. Alcune ali del castello sono state convertite in un hotel a tre stelle, con camere arredate con caminetti e letti a baldacchino. La colazione viene servita nell'enoteca adiacente, gestita dall'attuale moglie del figlio di Cecilia, Carlo Bisoni Cecchini, già padre di tre figli avuti con June. Questa intricata rete di relazioni dimostra come, in fondo, il mondo intero possa ritrovarsi in un piccolo angolo di paradiso.
Nei dintorni di Proceno, la Tuscia offre numerosi altri tesori da scoprire. La Necropoli delle Pianacce ospita la straordinaria Tomba della Quadriga Infernale, un ritrovamento etruscologico di eccezionale importanza. Questa tomba scavata nel travertino presenta un ciclo pittorico unico, che raffigura una quadriga guidata da un demone e due defunti, probabilmente padre e figlio, in un gesto di affetto, accanto a un serpente a tre teste, simbolo dell'oltremondo etrusco. Poco distante, Pitigliano, conosciuta come la 'Piccola Gerusalemme', è un borgo scavato nel tufo che sorge su un promontorio, famoso per la sua comunità ebraica e il suo ricco patrimonio culturale. Acquapendente, con la sua Basilica del Santo Sepolcro, conserva una cripta romanica dell'XI secolo e le suggestive 'pugnaloni', opere d'arte realizzate con materiali naturali per la festa della Madonna del Fiore. Infine, Sovana, con il suo centro medievale intatto, e San Casciano dei Bagni, celebre per le sue antiche terme naturali e i recenti ritrovamenti archeologici di statue e reperti etrusco-romani, completano un quadro di grande ricchezza storica e paesaggistica.
Per gli amanti della buona cucina, la Tuscia offre indirizzi imperdibili. L'Osteria Maccalè a San Giovanni delle Contee, al confine tra Lazio e Umbria, propone una cucina a chilometro zero, con piatti tradizionali come i pici al sugo di pomodoro e aglio rosso di Proceno, pollo al buglione e i 'rivolto' di San Giovanni. L'osteria, abbandonata e poi riaperta grazie a un progetto regionale per contrastare lo spopolamento, funge anche da bar, emporio e ufficio informazioni, diventando un punto di riferimento per il piccolo paese di 150 abitanti. Un altro gioiello è l'Hosteria di Villalba, un casolare immerso nei boschi umbri, dove l'oste Adio Provvedi accoglie gli ospiti con una cucina contadina autentica, basata su piatti rustici come primi tradizionali, selvaggina e zuppe di verdure, il tutto in un ambiente essenziale che valorizza la genuinità dei sapori.
Per raggiungere questa affascinante regione, è consigliabile optare per un viaggio in treno fino a Firenze Santa Maria Novella, se si parte da Milano. Dalla stazione fiorentina, la soluzione migliore è proseguire in auto, data la natura dei borghi e le loro distanze. Anche se le strade possono essere a tratti irregolari e i navigatori talvolta imprecisi, questi inconvenienti diventano parte dell'avventura. Abbassare il finestrino e chiedere indicazioni ai residenti non solo aiuta a orientarsi, ma permette anche di immergersi più profondamente nell'atmosfera autentica e lenta di questi luoghi, trasformando ogni spostamento in un'occasione per un incontro genuino e una scoperta inattesa.
Città Culturali

La Leggenda di Troia: Un Viaggio Tra Storia e Mito al Colosseo e Oltre

Il Giardino dei Tarocchi: Un Capolavoro Surrealista nel Cuore della Maremma Toscana
